Santuari e templi in Giappone: la differenza e come comportarsi
Nei santuari si battono le mani, nei templi no. Cos'è un torii, come ci si purifica alla fontana, quando ci si inchina: il galateo dei luoghi sacri giapponesi, spiegato semplice.
in breve
- In Giappone i santuari sono scintoisti e i templi buddisti: si riconoscono perché all'ingresso dei santuari c'è un torii, il portale di legno spesso dipinto di rosso.
- Prima di pregare ci si purifica alla fontana: si lavano la mano sinistra, la destra e la bocca, versando l'acqua nella mano e mai bevendo dal mestolo.
- Nei santuari si fanno due inchini, due battiti di mani e un inchino; nei templi buddisti non si battono le mani, si uniscono i palmi in silenzio.
In questo articolo 4 parti
In Giappone si entra in un luogo sacro quasi a ogni angolo: un santuario minuscolo tra due palazzi, un tempio in cima a una scalinata, un portale rosso in mezzo al bosco. La prima cosa da sapere è che non sono tutti uguali.
Santuari e templi: chi è chi
- Il santuario (jinja) è dello scintoismo, la religione nata in Giappone, che venera i kami, gli spiriti della natura e degli antenati.
- Il tempio (tera) è buddista, religione arrivata dal continente.
Molti giapponesi frequentano entrambi, senza vederci una contraddizione. Per chi viaggia la differenza conta, perché cambiano i gesti.
Come riconoscerli: all'ingresso di un santuario c'è un torii, il portale di legno o pietra con due travi orizzontali, spesso dipinto di rosso-arancio. Segna il passaggio dal mondo di tutti i giorni a quello sacro. I templi buddisti hanno invece grandi porte d'ingresso, a volte con statue di guardiani, bruciatori di incenso e, in alcuni casi, una pagoda.

Una pagoda: se la vedi, sei in un tempio buddista.
La purificazione alla fontana
All'ingresso di santuari (e di molti templi) c'è una fontana coperta con dei mestoli, il chōzuya o temizuya. Serve a purificarsi prima di pregare. L'ordine è questo:
- Prendi il mestolo con la mano destra, riempilo e versa un po' d'acqua sulla mano sinistra.
- Passa il mestolo nella mano sinistra e lava la destra.
- Riprendi il mestolo con la destra, versa un po' d'acqua nella mano sinistra a coppa e sciacquati la bocca. Non bere mai direttamente dal mestolo.
- Lava di nuovo la mano sinistra, poi tieni il mestolo in verticale perché l'acqua scenda lungo il manico e lo pulisca.
Come si prega
Al santuario la regola più diffusa è due inchini, due battiti di mani, un inchino:
- Se vuoi, lascia una moneta nella cassetta delle offerte e suona la campana.
- Due inchini profondi.
- Due battiti di mani.
- Una preghiera in silenzio, con le mani giunte.
- Un ultimo inchino.
Alcuni grandi santuari hanno tradizioni proprie (in qualche caso i battiti sono quattro): se c'è un cartello, segui quello.
Al tempio buddista non si battono le mani. Si fa un inchino, si uniscono i palmi davanti al petto in silenzio e si fa un altro inchino alla fine. Se c'è un bruciatore d'incenso, molti si avvicinano al fumo con le mani, come a "lavarsi" con esso.
Le piccole regole
- Sotto il torii passa di lato: il centro del sentiero, secondo la tradizione, è riservato ai kami.
- Le scarpe: se entri in un edificio con il pavimento rialzato, toglile.
- Le foto: spesso è vietato fotografare dentro le sale. Dove c'è un cartello, rispettalo, e non fotografare mai chi sta pregando.
- La voce: bassa. Sono luoghi di culto, prima che attrazioni.
Per altre regole non scritte del Paese leggi il treno che chiede scusa per 20 secondi.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra santuario e tempio in Giappone?
Il santuario (jinja) è scintoista, il tempio (tera) è buddista. Il santuario si riconosce dal torii, il portale all'ingresso; il tempio spesso ha una porta con statue di guardiani, incenso e a volte una pagoda.
Si battono le mani nei templi giapponesi?
No. Si battono le mani solo nei santuari scintoisti (due inchini, due battiti, un inchino). Nei templi buddisti si uniscono i palmi davanti al petto e si prega in silenzio.