Perché Chefchaouen è blu? (Nessuno lo sa davvero)
Rifugiati ebrei, zanzare, il fresco, il turismo. Ognuno a Chefchaouen ti dà una risposta diversa sul perché la città sia dipinta di blu. Le abbiamo messe in fila, insieme a qualche consiglio per fotografarla.
in breve
- Non c'è una sola spiegazione del blu di Chefchaouen: le teorie parlano delle comunità ebraiche, delle zanzare, del fresco e oggi soprattutto del turismo.
- La città fu fondata nel 1471 sulle montagne del Rif e si aprì davvero agli stranieri solo con l'arrivo degli spagnoli nel 1920.
- Per fotografarla con rispetto: vai presto, chiedi prima di ritrarre le persone e non sederti sui gradini delle case.
In questo articolo 3 parti
Sul perché Chefchaouen sia dipinta di blu non c'è una risposta sola. Ci sono diverse teorie, e probabilmente la verità è un misto di tutte.
Una città nascosta tra le montagne
Chefchaouen sta sulle montagne del Rif, nel nord del Marocco. Fu fondata nel 1471 come fortezza, e per secoli fu una città chiusa, quasi sacra. Agli stranieri cristiani l'ingresso era di fatto proibito. Nel 1883 il francese Charles de Foucauld riuscì a entrarci travestito da rabbino; solo con l'arrivo degli spagnoli, nel 1920, la città si aprì davvero al mondo.
Le teorie sul blu
1. I rifugiati ebrei. È la teoria più raccontata. Nella città vissero a lungo comunità ebraiche, arrivate a ondate: dopo la cacciata dalla Spagna alla fine del Quattrocento e, secondo alcuni, di nuovo negli anni Trenta del Novecento. Nella tradizione ebraica il blu richiama il cielo e Dio. Dipingere le case di blu sarebbe stato un modo per ricordarlo ogni giorno.
2. Le zanzare. Molti abitanti ti diranno che il blu tiene lontani gli insetti. Non ci sono prove scientifiche, ma è una delle risposte più comuni.
3. Il fresco. Il blu darebbe una sensazione di fresco nelle estati calde. Anche qui mancano prove.
4. Il turismo. Oggi è probabilmente la ragione principale. Negli ultimi decenni il blu è diventato il marchio della città. Gli abitanti ridipingono muri, scale e porte, e ogni anno il blu è un po' più blu.

Nei vicoli la luce è poca anche di giorno: con il telefono, appoggiati a un muro per non muovere la foto.
Come fotografarla con rispetto
- Vai presto. Prima delle nove i vicoli sono vuoti e la luce è morbida. Dopo arrivano i gruppi e la fila davanti alle scale più famose.
- Esci dal centro. Le foto più belle sono nei vicoli dove non c'è nessuno a fare foto.
- Chiedi sempre prima di fotografare le persone, soprattutto le donne e i bambini. In alcune zone, davanti ai punti più fotografati, qualcuno chiede una piccola offerta per lo scatto. È il loro muro: valuta tu.
- Non sederti sui gradini delle case per la foto perfetta. Sono l'ingresso di qualcuno.
- Sali in alto. Dal sentiero verso la moschea spagnola, sulla collina a est, vedi tutta la città che scivola giù dalla montagna. Al tramonto è il posto giusto.

Dall'alto ti accorgi che la città blu è in realtà bianca, azzurra e piena di tetti di tutti i colori.
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Domande frequenti
Perché Chefchaouen è dipinta di blu?
Non esiste una sola risposta. Le teorie più diffuse parlano dei rifugiati ebrei e del blu come colore del cielo, delle zanzare, del fresco e, oggi, del turismo: gli abitanti ridipingono perché il blu attira visitatori.
Qual è il momento migliore per fotografare Chefchaouen?
La mattina presto, quando i vicoli sono vuoti e la luce è morbida, oppure dopo il tramonto, quando il blu diventa quasi elettrico.