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Le concerie di Fès: il cuoio lavorato come mille anni fa

Vasche di pietra piene di colori, pelli stese sui tetti, un odore che non dimentichi. Cos'è la conceria Chouara di Fès, come funziona e come visitarla con rispetto per chi ci lavora.

· 2 min di lettura
Le vasche di pietra della conceria Chouara a Fès viste dall'alto

in breve

  • La Chouara è la più famosa delle concerie della medina di Fès, in Marocco: si fa risalire all'XI secolo e lavora ancora con metodi tradizionali.
  • Le pelli vengono prima ammorbidite in vasche bianche con calce viva, sale, acqua ed escrementi di piccione, poi colorate con pigmenti naturali come papavero, indaco e henné.
  • Si guarda dall'alto, dalle terrazze dei negozi di pelletteria intorno: spesso danno un rametto di menta per l'odore.
In questo articolo 4 parti
  1. Mille anni di cuoio
  2. Come si lavora una pelle
  3. Come si visita
  4. Per fotografarla

Da una terrazza della medina di Fès la vedi tutta insieme: decine di vasche rotonde scavate nella pietra, alcune bianche, altre rosse, gialle, marroni. Uomini con i pantaloni arrotolati che ci camminano dentro fino alle ginocchia. Pelli stese ad asciugare sui tetti intorno. È la conceria Chouara, la più conosciuta del Marocco.

Mille anni di cuoio

La Chouara è una delle concerie della medina di Fès, vicino al fiume e alla madrasa al-Saffarin. Si fa risalire all'XI secolo e, a guardarla, sembra che da allora sia cambiato poco: il lavoro si fa ancora a mano, vasca dopo vasca.

La medina di Fès, che è patrimonio dell'umanità UNESCO, è uno dei centri storici medievali più grandi e meglio conservati del mondo arabo. La conceria fa parte della sua vita di tutti i giorni, non è un museo.

Come si lavora una pelle

Le pelli sono di vacca, pecora, capra e cammello. Il processo ha due fasi.

  1. Le vasche bianche. Prima le pelli restano a bagno in una miscela di calce viva, sale, acqua ed escrementi di piccione. La calce aiuta a togliere i peli, gli escrementi ammorbidiscono la pelle. Da qui arriva l'odore, forte di ammoniaca.
  2. Le vasche colorate. Poi le pelli passano nelle tinte. I colori vengono da sostanze naturali: papavero per il rosso, indaco per il blu, henné per l'arancio.

Alla fine le pelli asciugano al sole sui tetti, e da lì diventano borse, babbucce, giacche e cuscini che trovi in tutta la medina.

Borse di cuoio colorate appese a un muro in Marocco

Il punto d'arrivo: borse di cuoio in vendita in una medina marocchina.

Come si visita

Tra le vasche non si scende: lì si lavora. La conceria si guarda dall'alto, dalle terrazze dei negozi di pelletteria che la circondano. Spesso all'ingresso ti danno un rametto di menta da tenere sotto il naso.

Di solito l'ingresso alle terrazze non si paga, ma il negozio spera che tu guardi la merce. Non sei obbligato a comprare. Se non compri niente, una piccola mancia a chi ti ha accompagnato in terrazza è un gesto gentile.

Per fotografarla

  • Grandangolo o telefono per prendere tutte le vasche insieme: l'immagine funziona per la ripetizione dei cerchi.
  • Un tele per isolare un uomo dentro una vasca colorata: è lì che c'è la storia.
  • Chiedi prima di ritrarre da vicino chi lavora. Sono persone al lavoro, in condizioni dure, non comparse per turisti.

Il Marocco si racconta attraverso i mestieri. Se ti interessa, leggi anche come fotografare le persone in viaggio e il rito del tè alla menta.

Domande frequenti

Perché le concerie di Fès hanno un odore così forte?

Per le sostanze usate per ammorbidire e pulire le pelli: calce viva, sale ed escrementi di piccione, che contengono ammoniaca. È un processo tradizionale e l'odore fa parte del posto.

Come si visita la conceria Chouara?

Non si scende tra le vasche, dove si lavora: si guarda dall'alto, dalle terrazze dei negozi di pelletteria che la circondano. Di solito non si paga l'ingresso, ma ci si aspetta che tu guardi la merce o lasci una piccola mancia.

fonti

  1. Chouara Tannery, Wikipedia
  2. Medina of Fez, UNESCO World Heritage Centre

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