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curiosità

In Giordania, quando hai finito il caffè, scuoti la tazza

Tazzine senza manico, cardamomo, un padrone di casa che continua a versare finché non fai il gesto giusto. Il caffè beduino e l'ospitalità del deserto, spiegati a chi non vuole fare brutte figure.

· 2 min di lettura
Un viaggiatore a braccia aperte nel deserto del Wadi Rum in Giordania

in breve

  • Il caffè beduino (qahwa) è caffè poco tostato con cardamomo, servito senza zucchero in tazzine senza manico.
  • Si prende con la mano destra e di solito se ne bevono tre tazze.
  • Quando hai finito, scuoti leggermente la tazzina: vuol dire "basta, grazie". Altrimenti te la riempiono di nuovo.
In questo articolo 4 parti
  1. Il caffè che non ti aspetti
  2. Le regole
  3. L'ospitalità del deserto
  4. E poi c'è il mansaf

In Giordania, quando ti offrono il caffè, c'è un gesto da conoscere: scuotere la tazzina quando hai finito. Se non lo fai, il padrone di casa continua a versare, perché per lui servirti è un dovere.

Il caffè che non ti aspetti

Il caffè beduino, la qahwa, non assomiglia all'espresso né al caffè turco. I chicchi sono tostati poco, il colore è dorato più che nero, e dentro c'è tanto cardamomo, a volte chiodi di garofano o zafferano. Niente zucchero: la dolcezza arriva dai datteri, che spesso accompagnano il caffè.

Si serve da una caraffa di metallo con il becco lungo, la dallah, in tazzine piccolissime senza manico. Se ne versa poco, solo un fondo, così resta caldo e si riempie più volte durante la conversazione.

Le regole

  • Si prende e si restituisce con la mano destra. La sinistra, in gran parte del mondo arabo, è considerata impura.
  • Chi serve resta in piedi e versa prima all'ospite più importante, o a quello alla sua destra.
  • Tre tazze è la misura giusta. Un detto beduino le divide così: la prima per l'ospite, la seconda per il piacere, la terza per la spada, cioè per il patto di amicizia e protezione. Berne una sola può sembrare frettoloso; berne dieci, un po' troppo.
  • Quando hai finito, scuoti. Muovi leggermente la tazzina vuota da un lato all'altro prima di restituirla. Vuol dire "grazie, basta così". Se la ridai ferma, ti verseranno ancora. E ancora.

Una montagna di arenaria nel deserto giordano

Il deserto nel sud della Giordania.

L'ospitalità del deserto

Per i beduini l'ospitalità non è gentilezza: è una legge. In un ambiente dove perdersi poteva significare morire, accogliere chi arrivava alla tenda era un obbligo, anche verso uno sconosciuto. La tradizione dice che l'ospite può restare per tre giorni prima che gli si chieda chi è e perché è lì. Prima si dà da bere e da mangiare. Poi si fanno le domande.

E poi c'è il mansaf

Se il caffè è il benvenuto, il mansaf è la festa. È il piatto nazionale giordano: agnello cotto lentamente in una salsa di jameed, yogurt di pecora fermentato ed essiccato, servito su un grande vassoio di riso e pane sottile, cosparso di mandorle e pinoli. Tradizionalmente si mangia in piedi, attorno al vassoio, con la mano destra, facendo delle piccole palline di riso e carne.

Il sapore è acido e salato, per via del jameed.

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Domande frequenti

Come si dice "basta caffè" in Giordania?

Si scuote leggermente la tazzina vuota da un lato all'altro prima di restituirla. Se la restituisci ferma, il padrone di casa te ne versa ancora.

Cos'è il caffè beduino?

È caffè arabo poco tostato, bollito con cardamomo e a volte altre spezie, servito senza zucchero in piccole tazze senza manico, poco alla volta.

fonti

  1. Arabic coffee, a symbol of generosity, UNESCO
  2. Arabic coffee, Wikipedia
  3. Mansaf, Wikipedia

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